Enoteca Italia, I Grandi vini italiani.

Tenimenti d'Alessandro

Tenimenti d'Alessandro

Luigi d'Alessandro compra l'azienda nel 1967: si tratta del cuore (circa 150 ettari accorpati attorno al parco storico della Villa) della vecchia Fattoria di Manzano, centro della proprietà e storica residenza della famiglia nobiliare che diede inizio nel 1700 all'attività produttiva e che rimase proprietaria dell' azienda fino agli anni ' 60. Massimo e Francesco d'Alessandro (oggi rispettivamente Presidente e Vice Presidente) iniziano la ristrutturazione dell'azienda alla fine degli anni '80 e mettono insieme il gruppo di tecnici interni e di consulenti esterni facendo della qualità la strategia aziendale. Si occupano anche direttamente, almeno nei primi anni, delle vinificazioni per meglio adeguare i prodotti a quella cultura del vino che la famiglia d'Alessandro persegue con passione da anni. Floriano d'Alessandro, terzo dei Fratelli che dividono la proprietà dell'azienda, illustre studioso di Diritto Societario, è socio di capitale ma partecipa anche alla gestione in qualità di membro del Consiglio di Amministrazione. Silvano Acquarelli svolge le funzioni di Direttore Tecnico dell'azienda. La prima intuizione sulle potenzialità del syrah nei terreni dell'azienda l’ha avuta Attilio Scienza, uno dei maggiori esperti italiani in materia vitivinicola. Grazie alla sua consulenza, nel 1988 è stato preparato un vigneto sperimentale, di 5 ettari, per verificare l’idea di partenza, conducendo parallelamente un’accurata zonazione (si è studiata la stratigrafia dei diversi terreni, il clima, si sono fatte le prime microvinificazioni dei diversi vitigni, etc.). Nel vigneto sono stati messi a dimora numerosi porta-innesto e diverse varietà clonali di vitigni selezionati di alta qualità (dal Sangiovese al Cabernet, dal Merlot al Syrah). Le prove e le sperimentazioni successive non sono state altro che una netta conferma: il syrah esprimeva l’ottimale rapporto terreno/vitigno. La scelta è parsa pertanto inevitabile. Non la concessione dunque a una tendenza, non solo di quegli anni, verso il vitigno internazionale, ma il risultato di una scrupolosa attività sul campo alla ricerca del vitigno capace di esprimersi nel modo più grande proprio in forza delle caratteristiche specifiche di un luogo. Si è quindi è proceduto allo spianto totale dei vecchi impianti (circa 60 ettari di Trebbiano e Sangiovese del 1970) per ripiantare gradualmente, in poco più di dieci anni, circa 50 ettari, tutti ad alta densità. A pensarci bene, a distanza di anni, non poteva essere altrimenti. Le caratteristiche geofisiche del terreno – medio impasto con una forte percentuale di argilla – e il clima secco, siccitoso e caldo nei mesi estivi, combinati a un ambiente di grande luminosità, ricalcano i tratti distintivi richiesti dal syrah in tutte le altre grandi zone di elezione nel mondo. Perché scegliere radicalmente l’alta densità? Ovvero un sesto di impianto (130 cm. tra le fila, 110 di distanza tra pianta e pianta sul singolo filare, 90 nei vigneti più recenti) che comporta necessariamente l’uso delle costose macchine scavallanti, quei trattori che data la ridotta distanza tra i filari consentono di lavorare camminando “a cavallo” dei filari stessi? La ragione è presto detta: la competizione tra le piante, assecondata dalla cura nei primi anni di allevamento e da un ossessivo lavoro sul verde, il cui fine è la concentrazione su pochi frutti di tutte le risorse della pianta, è una delle fondamentali scelte strategiche quando si voglia raggiungere l’alta qualità. Impianti fitti e basse rese a pianta consentono dunque di ottenere un syrah di grande concentrazione (7-8000 piante per 5000 bottiglie: meno di una bottiglia a pianta!) e complessità, capace di coniugare dolcezza del frutto con finissime note di pepe e spezie, esemplari nella loro nitidezza varietale. In cantina, il vino riposa in barrique di primo e secondo passaggio (50% nuove e 50% di primo anno) per circa 15 mesi, affinando le sue caratteristiche di eleganza e morbidezza. Questo è il Podere Il Bosco: un vino di riferimento in terra di Toscana prodotto con uve non autoctone ma che hanno trovato a Cortona un habitat ideale. Questo è il racconto di come il syrah ha trovato casa nella nostra azienda.

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  1. Il Bosco 2005 Tenimenti d'Alessandro lt.0,75

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